
25) Dio motore immobile.
Aristotele ci mostra lo stretto legame fra il tempo e il
movimento. Infatti il tempo non sarebbe neppure concepibile se
tutto rimanesse immobile. Inoltre egli osserva che il tempo in
quanto tale, essendo ci che genera il prima ed il poi, deve
necessariamente rimanere fuori dalle categorie da esso generate,
altrimenti sarebbe un tempo parziale e non il tempo in s. Infine
egli  afferma la necessit dell'atto puro come generatore del
movimento.
Metaph., 1071b 3-22; 1073a 3-14 (vedi manuale pagine 133-136).
1   [1071b] Poich si  sopra detto che le sostanze sono tre, due
fisiche ed una immobile: ebbene, dobbiamo parlare di questa e
dobbiamo dimostrare che necessariamente esiste una sostanza eterna
ed immobile. Le sostanze, infatti, hanno priorit rispetto a tutti
gli altri modi di essere, e, se fossero tutte corruttibili, allora
sarebbe corruttibile tutto quanto esiste. Ma  impossibile che il
movimento si generi o si corrompa, perch esso  sempre stato; n
 possibile che si generi o si corrompa il tempo, perch non
potrebbero esserci il prima e il poi se non esistesse il
tempo. Dunque, anche il movimento  continuo come il tempo:
infatti il tempo o  la stessa cosa che il movimento o una
caratteristica del medesimo. E non c' altro movimento continuo se
non quello locale, anzi, di questo, continuo  solo quello
circolare.
2   Se, poi, esistesse un principio motore ed efficiente, ma che
non fosse in atto, non ci sarebbe movimento; infatti  possibile
che ci che ha potenza non passi all'atto. (Pertanto non avremo
alcun vantaggio se introdurremo sostanze eterne, come fanno i
sostenitori della teoria delle Forme, se non  presente in esse un
principio capace di produrre mutamento; dunque, non  sufficiente
questo tipo di sostanza, n l'altra sostanza che essi introducono
oltre le Idee; se queste sostanze non saranno attive, non esister
movimento). Ancora, non basta neppure che essa sia in atto, se la
sua sostanza implica potenza: infatti, in tal caso, potrebbe non
esserci un movimento eterno, perch  impossibile che ci che  in
potenza non passi all'atto. E' dunque necessario che ci sia un
Principio, la cui sostanza sia l'atto stesso. Pertanto,  anche
necessario che queste sostanze siano scevre di materia, perch
devono essere eterne, se mai esiste qualcosa di eterno. Dunque,
devono essere atto.
    [...].
3   E' evidente, dunque, da quello che  stato detto, che esiste
una sostanza immobile, eterna e separata dalle cose sensibili. E
risulta pure che questa sostanza non pu avere alcuna grandezza,
ma che  senza parti ed indivisibile. (Essa muove, infatti, per un
tempo infinito, e nulla di ci che  finito possiede una potenza
infinita; e, poich ogni grandezza o  infinita o  finita, per la
ragione che s' detta, essa non pu avere grandezza finita, ma
nemmeno una grandezza infinita, perch non esiste una grandezza
infinita). Risulta, inoltre, che essa  impassibile ed
inalterabile: infatti tutti gli altri movimenti sono posteriori al
movimento locale.
4   Sono evidenti, dunque, le ragioni per cui la cosa sta in
questo modo

 (Aristotele, Metafisica, Rusconi, Milano, 1994 2, pagine 557-559
e pagina 567).

